Capo, posso tenere la pistola inclinata? Fa più telefilm.
Snike si svegliò incatenato, circondato da un esercito armato, gonfio di sedativi e droghe. Si svegliò con un gran mal di testa.
- Avete un'aspirina?
- Sai perchè sei qui, brutto figlio di una mignotta?
- Non urlare... ho un gran mal di testa...
- La storia di Sal e tutto il resto era solo una montatura.
- Prima che inizi a svelarmi il tuo piano segreto per la conquista del mondo, me la dai un'aspirina?...
- Dovevo farti abbassare la guardia, farti credere di aver vinto.
- Niente aspirina?...
- Per poi sorprenderti e catturarti.
- Neanche voi, mezzeseghe con i pistoloni, avete un'aspirina?...
- E fartela pagare per mio fratello.
- Mi sta scoppiando la testa...
- Neanche ti ricordi di lui, scommetto. Una delle tue tante vittime.
- Aspirina?...
- Vendicherò mio fratello!!
Anni prima. Da qualche parte. Snike - durante una missione - uccise la guardia del corpo di un tipo che era stato pagato per far fuori. Quella guardia del corpo era il fratello di X. X è quello che ora ha catturato Snike. X aveva tanti soldi e tanto tempo libero per dedicarsi alla vendetta. Ricco di famiglia, non aveva bisogno di lavorare.
- Quindi, fammi capire... Ti sei preso la briga di seguirmi per tutti questi anni, hai ingaggiato Sal e messo in scena tutto 'sto bordello per vendicare tuo fratello, di cui neanche mi ricordo?
- Sì.
- Sei pazzo.
- Sei morto.
- Non credo.
Snike si libera dai ganci che lo tenevano. Lo aveva fatto diverse volte e - nonostante ciò - c'era ancora chi si ostinava a legarlo e non a farlo fuori subito. E' così facile fregare i cattivoni.
Quindici minuti dopo. Tutti morti. Tranne Snike. Che ritorna a casa, senza più nemici da combattere, o donne da amare. E senza amici con cui lamentarsi di questo. Era sopravvissuto a psicotici super-armati. Ma la vita, quella vera, era un'altra storia.
Lo trovarono in camera, doveva essere passata almeno una settimana e il cadavere iniziava a puzzare. C'era molto da pulire. Succede spesso quando ti fai saltare la testa con un doppia canna. Neanche un biglietto. Solo un libro aperto a metà e quelche bottiglia vuota.
La fine più banale che abbia mai scritto. Quella più vera.
- Dove cazzo sta scritto 'sta storia del porgere l'altra guancia?
- Qui!
- Su una fottuta Bibbia??
- Ehi! Su una fottuta SACRA Bibbia!!
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mistersnike alle ore 09:34 |
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Femminismo: una volta erano solo pupe, ora sono pupe che vogliono votare.
Quando non hai neanche più il tuo arcinemico che le prova tutte per ucciderti, allora vuol dire che sei proprio solo.
Negli ultimi tempi aveva ripreso a pensarci più frequentemente. Le mancava e non serviva a molto tenersi occupato, se alla fine quello che ti manca continua inesorabilmente a non esserci.
Ormai Sal non era più un problema. Era morto troppo facilmente, però. Questo significava che il vero problema doveva ancora arrivare. E Snike ne era felice. Altro materiale per tenersi occupato e non pensare a lei.
Alla sua voce, al suo sorriso, alle sue gambe, ai suoi baci.
Meglio non pensarci.
C'è un bastardo da sistemare.
Snike prese l'aereo per il Texas quella sera stessa. El Paso lo avrebbe aiutato a chiarirsi la mente. Quando non sapeva che fare, andava sempre lì. Il desolante giallo di quel posto non gli lasciava scappatoie, era costretto ad affrontare il peggiore dei suoi nemici - il passato - con la sua arma più devastante - i rimpianti.
Riprese a fumare. Sapeva che avrebbe vissuto poco e voleva dare la colpa alla nicotina.
A El Paso, seduto sul cofano della macchina, verso il tramonto, mentre il vento caldo soffiava, un missile terra-aria colpì il serbatoio dell'auto. L'esplosione lo lasciò stordito e venne facilmente catturato.
L'esercito che venuto a prelevarlo era soddisfatto: erano riusciti a trovarlo.
Ma Snike sapeva la verità. Era stato lui a trovare loro.
Cazzo, non può andare sempre tutto storto.
Odio. Se non potrò, amerò. Controvoglia.
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mistersnike alle ore 14:51 |
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Poi mi rialzo. Mi rialzo incazzato.
L’ultimo tizio di quel piccolo esercito crepò dopo un’ora dall’inizio della sparatoia. Snike non aveva lasciato nessuno in piedi, nessuno vivo. Era una trappola. Anche Sal avrebbe potuto far fuori queste mezze calzette. Allora perché si era rivolto a lui? Doveva essere una trappola.
La bomba scoppiò mentre Snike pensava esattamente che la trappola migliore era far scoppiare tutto. Con lui dentro.
Sal si godevo lo spettacolo dalla collina di fronte. Aveva fatto fuori lo stronzo, più facilmente di quello che pensava. Un po’ di intelligenza e quel coglione di Snike era crepato. Bastava così poco? Certo che no. Snike doveva essere ancora vivo. Voleva fargli credere di essere morto per tendergli una trappola. Doveva essere una trappola.
Il colpo gli arrivò alle spalle mentre Sal pensava esattamente che la trappola migliore era sparargli alle spalle. Uno a uno.
-Apri gli occhi Sal, ti ho rattoppato.
-Nghh..
-Non potrai più camminare, mi sa. Ma puoi ancora respirare.
-Maledetto…
-Avevo capito che era una trappola.
-Perché mi non hai lasciato morire sulla collina?
-Non mi piace uccidere le persone colpendole alle spalle.
-E come allora?
- Guardandole negli occhi.
Snike puntò la pistola in fronte a Sal e premette il grilletto. Seguì un rumore rosso e bagnato.
Se vuoi conoscere un supercriminale davvero cattivo, ti presento il mio avvocato.
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mistersnike alle ore 16:25 |
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Dicono che ho fegato. E’ quella la roba che sta sporcando il pavimento.
Aveva sorriso appena viste le due pistole del ragazzo; se un uomo decide di andare in giro con due pistole, significa che con una non sa cavarsela.
- Non credevo venissi, Snike.
- Non credevo neanche io.
- Vuoi ancora uccidermi?
- Sì.
- E lo farai ora?
- Prima dimmi perché ti sei fatto trovare.
- Mi danno la caccia. Vogliono farmi la pelle.
- Perché ti sei fatto trovare?
- Non voglio morire.
- Io ti ucciderò.
- Può darsi, ma ci penserò dopo che avremo eliminato questi altri.
- E perché dovrei?
- Ti pagherò. Profumatamente. Sei un mercenario. È il tuo lavoro.
- Potrei non accettare.
- Allora non sarai tu ad uccidermi.
- Tre milioni.
- Me li posso permettere.
- Si guadagna bene a uccidere bambini, vero?
- Bambini soldato. Vuoi farmi la morale?
- No. Voglio farti la pelle.
- Dopo aver finito questo lavoro.
- Puoi scommetterci, Sal.
Snike aveva conosciuto Sal appena era nato, poco più di venticinque anni fa. Conosceva il padre. Tom. Qualche mese fa Tom è morto. Snike lo ha ucciso. Tom era arrivato dove non doveva. Snike poteva lasciar perdere, forse voleva. Ma Tom aveva esagerato; ha distrutto quel poco, ma prezioso, che Snike aveva. E Tom morì. Se già sei all’inferno, tanto vale starci comodi. E poì riprese a fare il mercenario.
Sal si fece vivo qualche giorno dopo. Tentò di uccidere Snike. Non ci riuscì. Ma riuscì a scappare. E così altre volte. Quel ragazzo sapeva il fatto suo, aveva il sangue di Tom nelle vene. Ma non era abbastanza per inculare Snike.
Sal poi lavorò come mercenario in Africa, mettendo da parte una bella cifra. Ma, evidentemente, aveva fatto incazzare qualcuno. E ora Snike doveva parargli il culo.
Strappare la spina dorsale al mio commercialista dà una certa dipendenza.
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mistersnike alle ore 19:27 |
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Con la colite, espelli merda. Ti migliori. Ringraziala.
Snike è andato. Come tutti gli altri. L'epilogo allora a che serve?
Ovvio, coglioni. A citare tutti quelli che in un modo o nell'altro sono finiti in questo folle raccontino.
Eccoli, in ordine sparso.
Elvis. Roberto Recchioni. Garth Ennis. Frank Miller. Lobo. Clint Eastwood. Il Texas. Daniele Luttazzi. Il nano che mi segue cantando quando cammino a piedi. La Nintendo, in ogni sua divertentissima forma. La Guinness, in ogni sua divertentissima forma. Sky, sky, sempre Sky. Il terzo mondo non sa che si perde!
Ora è proprio tutto.
Saluti, ssstronzi!!
Il mio dottore non si trova più. Qualcuno avrà tirato la catena.
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mistersnike alle ore 14:44 |
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A spalare via merda, alla fine ti senti anche tu un po' stronzo.
Rintracciarli è stato facile per Snike. Entrare nel loro rifugio ancora più facile. Colpire alle spalle Tommy è stata una passeggiata. Cogliere di sorpresa Aenea è stato semplicissimo.
Ora Snike punta la pistola ad Aenea, Tommy - ripresosi - la punta a Snike.
E' Tommy a parlare per prima:
- Snike, sparale e io sparo a te.
- Fai il romantico, Tommy?
- No, l'orgoglioso.
- C'era bisogno di tutto questo, Tommy?
- E' stato solo lavoro.
- E vendetta.
- No, solo lavoro. Se avessi voluto vendicarmi delle mie gambe, ti avrei ucciso e basta.
- Ma hai preferito che provassi il tradimento della mia donna.
- Ti avevo detto che era una troia.
- Stronzo! - E' Aenea che protesta.
- Zitta, troia! - E' la risposta di Snike e Tommy.
La troia sta zitta.
Passano dieci minuti, così. Snike punta Aenea e Tommy punta Snike.
- Io le sparo, alla troia.
- Snike, non ti sembra di esagerare?
- No.
- Lo so che ti ha mentito.
- Per anni. E solo per mettermelo in culo.
- Se non era lei, sarebbe stata un'altra...
- Tommy?
- Sì?
- Fottiti.
Altri dieci minuti.
- Perchè nessuno parla con me?
- Zitta, stronza.
Dieci minuti ancora.
Click. E' Dyde, la sorella di Aenea. Punta la pistola a Tommy.
- E ora, che cazzo significa questo?
- Tommy, vi ho seguiti finchè ho potuto. Ma non posso andare avanti. Snike mi ha sempre trattato bene... Se tu spari a Snike, io sparo a te.
- Stronza, il coglione sparerà a tua sorella!
- Se tu spari a Snike, io sparo a te.
- Merda, perfetto! Ci mancava anche la sorellina innamorata.
Cinque minuti.
- Dyde, vai via. Almeno tu.
- No, Snike. Vieni anche tu con me.
- Io?
- Lasciali perdere. Iniziamo da qualche altra parte. Andiamo via.
- Dyde...
- Stronzo. Non vedi che la piccolina ti muore dietro?
- Dyde... E' vero?
- Andiamo via, Snike.
- E questi due?
- Andiamo via.
Tommy si gira veloce, spara a Dyde. In faccia. Snike reagisce in automatico. Spara ad Aenea, ed archivia la pratica. Riceve un proiettile da Tommy, ma non mortale. Si fionda sul pezzo di merda. Gli stacca la testa, con le mani. Vede Dyde. Non ne vede la testa. Vorebbe piangere, ma non può. Non vuole liberarsi. Ma portarsi tutto appresso.
Mesi prima. Snike e Dyde erano soli a casa e aspettavano Aenea.
- Ma tu che ci trovi in mia sorella?
- ?
- A parte il corpo.
- Beh, mi piace. E' simpatica. Mi fa stare bene.
- E ti basta?
- Credo di sì.
- A me non basterebbe.
- Cioè?
- Io vorrei ogni cosa, ogni sensazione. Io vorrei poter urlare che amo.
- Ognuno ha quel che si merita.
- Che intendi dire?
- Uno come me non può pretendere troppo.
- Ti sbagli.
- Non sai quanto vorrei. Sono un vecchio cane, e mi va bene così.
- Tu non sei un cane!
Snike lascia il rifugio alle sue spalle. Tutto brucia, nessuno deve trovare quei corpi. Si siede, lungo la strada. Ha con se la pistola di Dyde. Il colpo è in canna. La canna è nella sua bocca.
Addio, il vecchio cane vi saluta.
Il mio dottore non esiste. Così dice.
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mistersnike alle ore 18:03 |
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- Sei una puttana!
- Signora Puttana, per te.
Non erano proiettili quelli che colpirono Snike. Sarebbe stato troppo facile. Erano dardi stordenti. Ora, il povero vecchio penzolava appeso a una catena, sopra una vasca di acido. Cazzo, pensò, sono finito in un fumetto di Batman. Arrivarono i sorveglianti che lo avevano catturato.
- Tom ti ha venduto, mi sembra chiaro.
- Come il cielo.
- Il tipo che uccideste tu e il tuo compare, anni fa, era un pezzo grosso della NASA. E la NASA non dimentica. Failure is not an option.
- Una vendetta, dopo tutti questi anni?
- Sì. Le pratiche qui vanno a rilento. Avevamo trovato Tom, ma lui ormai è un rudere. Uccidere te ci avrebbe dato più soddisfazione. Così lui ti ha portato qui.
- ...
- Ti ha raccontato la storia del rapimento della sorella di Aenea, vero?
- ?
- Adora queste cose complicate. Ma va bene così. Tradito dall'amico. Tradito dalla ragazza.
- Cosa?
- Cazzo, non dirmi che non lo hai capito. Tom ed Aenea erano d'accordo.
- Col_cazzo.
- Sì, anche con quello. - Sorrise - Sai, Tom non è invalido al 100%...
Ok. Aenea lo aveva fottuto. Ora doveva cercare di scappare, prima che l'acido si facesse troppo vicino. Aenea lo aveva fottuto. L'acido. Aenea. Fottuto. Merda!
Boom.
Le cariche che aveva sistemato prima di entrare, scoppiano. Una dopo un'altra. Un ottimo diversivo. Si libera dalle catene. E' una macchina. Come ai vecchi tempi. Quelle bombe servivano in caso di emergenza, e se non era emergenza questa, lui non sapeva cosa potesse esserlo. Cazzo, Aenea lo aveva fottuto. Con Tom, quella serpe. Il cazzo di Tom dentro Aenea. Merdamerdamerda. Pensa ad altro, Snike, pensa al altro. Prima la tua pellaccia. Poi la zoccola.
Aeva conosciuto Aenea al poligono. Era la ragazza delle pulizie. Tutti la ignoravano, non si faceva notare. Dicevano che fosse mascolina. Ma lui la vide un giorno, mentre si cambiava prima di andarsene: via la tuta da lavoro. Vide il suo corpo, le forme armoniche, perfette. Un culo bellissimo, tette fantastiche. E, cazzo, carina. Era proprio carina. Chi diceva che era mascolina era cieco. E sordo. E morto. Quello fu l'inizio della fine.
Snike si lascia la NASA fumante alle spalle. Respira. Il cazzo di Tom dentro Aenea. Respira.
Il cazzo morto di Tom. Dentro Aenea. Morta.
Lo avete voluto voi, fottuti figli di una cagna.
Il mio dottore gira il mondo. Ma al contrario. Così non invecchia.
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mistersnike alle ore 18:10 |
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Houston, we had a problem.
Un classico. Quel povero diavolo di Snike e' andato a finire cinquecento miglia dalla NASA. Tre giorni a camminare e tanti pensieri a fargli compagnia. Come mai e' cosi' importante il tizio che deve accoppare? Cosa gli sta nascondendo quel bastardo di Tom? Aenea come avra' preso la sua scomparsa? Con quale coglione dei suoi amici ora stara' trombando per ripicca? Chi le stara' infilando qualcosa dentro mentre lui ha dovuto attraversare un fottuto deserto per ben tre giorni? Meglio non pensarci. Poteva esistere anche la remota possibilita' che Aenea capisse e che lo aspettasse. Gia', certo. Glielo aveva detto Babbo Natale.
Arrivato in zona NASA, Snike decide di occupare il retro di un ristorante li' vicino, in attesa di organizzare la sua azione. Aveva il nome e la foto del povero diavolo da accoppare. E aveva un motivo per farlo. La sorella di Aenea. E il suo senso di colpa per Viper. Due macigni da spingere oltre la montagna.
Non e' difficile per Snike entrare alla NASA. Non e' difficile orientarsi e trovare la palazzina della vittima. Non e' difficile avvicinarlo. Ora sa che puo' raggiungerlo quando vuole. Deve solo decidere quando. Quello stesso giorno, all'uscita. Che tutto finisca il prima possibile. Il vero bastardo da togliere di mezzo era Tom. Lo avrebbe fatto con piacere. E gratis.
La .36 e' a posto. Piccola e silenziosa. Un solo colpo, poi sarebbe scappato da dove aveva programmato. Fuori, mentre dentro dovevano ancora capire cosa fosse successo. Un piano perfetto.
Poi capisce la fregatura. Sono almeno cento, gli arrivano addosso in meno di dieci secondi. Inutile reagire, si lascia catturare. Almeno cento fucili puntati addosso. Come nei film. Ma questo non e' un film. E' una farsa. Qualcuno li aveva avvisati. Il tipo ha fatto da esca, dannatamente bene. Gli arriva un pugno in viso e Snike fa finta di svenire. Diamogli qualche soddisfazione.
Gia' sapevano. Erano stati avvertiti.
- Ora e' nostro, possiamo procedere - e' una delle guardie a parlare.
- Le informazioni di Monaghan erano giuste - ribatte l'altra guardia.
Tom, Tom, Tom... Sai che quando ne saro' uscito infilero' la canna della mia maledetta pistola in quel tuo fottuto buco del culo? E' questo che pensa Snike, mentre gli spararono in pieno petto.
Il mio dottore vive da solo. Ha mangiato tutti gli altri.
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mistersnike alle ore 23:08 |
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Non è colpa mia se parlo a denti stretti. Sono Clint Eastwood, idiota.
Tom ha pensato a tutto. Snike è a bordo dell'aereo, destinazione Houston. Ha lasciato un biglietto ad Aenea ("Questa pausa farà bene al nostro rapporto. Non smetterò mai di pensarti. Tu non darti troppo da fare mentre non ci sono. Snike"). Sa che ora lei sarà infuriata. Ma non ha avuto scelta. Tom ha in ostaggio la sorella e l'unico modo per salvarla è uccidere questo cazzone alla NASA. Atterrato dovrebbe avere altre informazioni. Il viaggio è lungo e lui odia volare. Tra le altre cose.
- Scusi, lei è Mr. Snike?
E' una hostess. Con quelle gambe non può che essere una hostess.
- Sì, sono io.
- La persona che ha prenotato il suo volo ha lasciato questo biglietto per lei. Ha detto di darglielo a mezz'ora dall'arrivo.
Devono essere le istruzioni.
- Grazie, signorina.
Snike apre il biglietto: "Vai in bagno, cazzone".
Snike aveva conosciuto Aenea durante un suo lavoro. Era il secondo giorno da idraulico, già pensava di mollare. Poi ci fu Aenea. Le sturò il cesso. Le guardò le tette. E le gambe, dio_che_gambe. Lei gli sorrise.
- E' da molto che fa l'idraulico?
- Abbastanza. Questo già deve essere il secondo giorno, mi sa.
Cazzo, sorride di nuovo.
- Però si guadagna bene.
- Con il lavoro di prima guadagnavo di più...
- Che faceva?
- Ero un chiller. A pagamento. Finchè il mio collega non accoppa mia sorella e decido di ritirarmi.
Sorride. Crede che sia una battuta. Snike ha la coscienza pulita: ha detto la verità. Per quanto assurda e deviante.
Il giorno dopo Snike si ripresenta a casa di Aenea. Scopano. Due giorni dopo se ne va.
- Allora, ora sei la mia ragazza?
- Già, ma solo se la smetti con la tua vita da chiller. Sai, non sono il tipo che si porta a letto un assassino.
Crede di scherzare.
- Ok, allora ho chiuso definitivamente.
Snike non è mai stato così dannatamente serio.
In bagno, dietro lo scarico c'è un altro biglietto: "Ho messo una bomba sull'aereo. Scoppierà 20 minuti dall'atterraggio. Nel controsoffitto c'è un paracadute e un Uzi. Sfonda la fusoliera e buttati giù. Faranno indagini sul disastro aereo e tu sarai solo uno di morti. Questo ti darà un margine per agire indisturbato. Non ringraziarmi. Buon lavoro. Tuo, Tom".
Che bastardo. Moriranno almeno una cinquantina di persone. Per colpa di Snike.
L'aereo esplode quando ormai Snike si è lanciato da cinque minuti. I primi sono morti per la decompressione improvvisa, causata dal buco nella fusoliera. Un intero carico di passeggeri per salvare la sorella di Aenea. Snike ha un'etica tutta strana e tutta sua. O forse non ce l'ha affatto. Ma questo non gli impedisce di vomitare anche i polmoni una volta con i piedi per terra. Sempre meglio che piangere.
Il mio dottore è in vacanza. In una cella imbottita.
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mistersnike alle ore 13:22 |
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Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, entrambi capiscono di stare in Texas.
- Fai tu il prezzo.
- Ti ho detto che ho smesso.
- Affanculo. Non si smette mai. Fai tu il prezzo.
- Stai perdendo il tuo tempo, Tom. Non mi interessa.
- Senti, fottuto_rotto_in_culo. Ti ho salvato quelle chiappe più volte di quanto tu le abbia mai usate per cagare. Mi devi quella tua fottutissima vita almeno un centinaio di volte, Snike. Dimmi solo quanto cazzo vuoi per questo lavoro. Fai tu questo dannato prezzo.
- Tom, non è più il mio lavoro. Non accoppo più la gente per nessuna dannatissima cifra. Puoi anche pestarmi, o spararmi. Non cambia niente.
- Quella troietta ti ha rimbambito, cazzone. Una volta ti bastava una cifra, solo sapere la cifra, e uccidevi anche il padreterno. Che cazzo è successo? Non puoi essere così cambiato, porcoggiuda. Fai. Tu. Il. Prezzo.
- Tom, basta. Io ora me ne vado. Puoi spararmi. Ma non accetterò questo lavoro.
- Vai, vai. Coglione! Ne trovo a pacchi di chiller, per questa cosa. Volevo che lo accettassi tu per farti risalire in sella. Giesù! Un professionista come te, che ora fa l'idraulico? Aggiusti i cessi, Cristosanto. Che cazzo di fottutissima fine del cazzo hai fatto? Merda. Fai questo dannato prezzo!
- Addio, Tom.
Tom e Snike si erano conosciuti anni addietro, durante un lavoretto. Erano stati ingaggiati separatamente, da due diverse famiglie della mafia newyorchese, per far fuori lo stesso pezzodimmerda (un avvocato idealista che rompeva le palle ad entrambe). Ma non lo sapevano. Così si ritrovarono nella stessa stanza, con la pistola puntata sullo stesso coglione. Chi sparava per primo si prendeva i soldi. Si guardarono negli occhi, per un dannato minuto. E poi nessuno sparò. Lo uccisero a calci. In bocca. Non si poteva stabilire il calcio fatale a chi dovesse essere attribuito. Furono entrambi pagati. E diventarono amici. Fino a quando Tom non accettò di far fuori Viper, la sorella di Snike. Un lavoro come un altro. Tom sa essere molto pragmatico. E Snike molto vendicativo. Lo trovò. Gli spezzò le due gambe. E le due braccia. Non avrebbe più potuto fare quel lavoro. Che per Tom era peggio di morire. E i due non si videro mai più. Snike cambiò vita. Si mise a fare l'idraulico. Si innamorò. Di Aenea. Niente più ingaggi, niente più omicidi. Solo cessi da sturare. E, alla sera, le accoglienti tette di Aenea in cui immergere quella fortunata testa di cazzo.
Fino ad oggi.
Con il tempo Snike, a modo suo, aveva imparato a perdonare Tom. Tom non aveva ucciso sua sorella; aveva ucciso un obiettivo. Aveva fatto solo il suo lavoro. Ed era stato punito più che adeguatamente. Ora stava su una sedia a rotelle, con due protesi di merda al posto delle braccia. Poteva bastare. Una sedia a rotelle e due protesi per la vita di Viper. Pensare che questo scambio potesse essere equo era la cosa più ignobile che si potesse immaginare. Ma Sinke era ignobile. Era un chiller. Per questo smise. Il passato non si cancella. Te lo porti appresso cercando di costruire un futuro appena più decente.
Tom aveva ricontattato Snike per un lavoro. Aveva digerito che quel sentimentale di merda lo avesse reso un handicappato incapace anche a pulirsi il culo da solo. Non accettava che un talento omicida come il suo avesse messo su famiglia e timbrasse il cartellino. Quello non era solo un lavoro. Era un'ancora. Stava a Snike usarla per tirarsi fuori da quella merda. Ma a Snike piaceva sguazzare nella merda. Aveva rifiutato. Ed era deciso. E allora, bisognava convincerlo.
Il lavoro consiste nell'accoppare un dipendente della NASA in Texas. Qualcuno non vuole che un certo lancio si faccia. A qualcuno fa comodo che la corsa allo spazio si fermi definitivamente. Quei soldi sarebbero meglio investiti in qualche guerra in Medio Oriente. Chi ha mai sentito parlare di petrolio su Marte? Tom, ormai non eseguiva più. Ma era rimasto un punto di riferimento storico per chi cerca chiller di un certo livello. Quindi, era ovvio rivolgersi a lui per eliminare questo tipo della NASA. Infiltrarsi in una base NASA e fare tutto il resto non era semplice. Tom sapeva che c'era bisogno di un professionista, di uno con il sangue freddo. Di uno tosto. Di due palle fumanti. Cazzo, c'era bisogno dello Snike dei vecchi tempi.
Driin
Driiin
Driiiin
- Chi cazzo è? Sono le tre di notte.
- Snike, sono Tom Monaghan.
- Che cazzo vuoi? Ti ho detto che non accetto.
- Ho qui Dyde. La sorella di Aenea.
- Che cazz...
- Stai zitto. E' inutile che provi a cercarmi. Lo sai, so come non farmi trovare. E' inutile che avvisi la polizia. O l'esercito. Non servono a niente quelli, lo sai. Ti do due settimane. Vai in Texas. Accoppa il tipo alla NASA. Al tuo ritorno Dyde starà di nuovo nel suo appartamento, non si ricorderà di niente.
- Brutto stronzo, se solo...
- Zitto. Hai scelto tu questo. Potevi accettare subito. Potevi stabilire tu qualsiasi cifra, cazzo.
- Dannato...
- Non dire niente alla tua troietta. Dille che vai a trovare dei parenti fuori, che vuoi stare un po' da solo, che hai bisogno dei tuoi spazi. Sei più bravo di me ormai a inventare queste merdate. Dille che torni tra due settimane. Ti ho prenotato un aereo martedì. Mercoledì sei in Texas. Lì riceverai altre istruzioni.
- Tu sai che alla fine di questa storia ti ammazzerò, pezzo di merda.
- Può darsi. Ma che gusto c'è ad ammazzare qualcuno gratis?
Il mio dottore dice che le pillole non mi servono più. Sono guarito.
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mistersnike alle ore 18:46 |
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