Femminismo: una volta erano solo pupe, ora sono pupe che vogliono votare.
Quando non hai neanche più il tuo arcinemico che le prova tutte per ucciderti, allora vuol dire che sei proprio solo.
Negli ultimi tempi aveva ripreso a pensarci più frequentemente. Le mancava e non serviva a molto tenersi occupato, se alla fine quello che ti manca continua inesorabilmente a non esserci.
Ormai Sal non era più un problema. Era morto troppo facilmente, però. Questo significava che il vero problema doveva ancora arrivare. E Snike ne era felice. Altro materiale per tenersi occupato e non pensare a lei.
Alla sua voce, al suo sorriso, alle sue gambe, ai suoi baci.
Meglio non pensarci.
C'è un bastardo da sistemare.
Snike prese l'aereo per il Texas quella sera stessa. El Paso lo avrebbe aiutato a chiarirsi la mente. Quando non sapeva che fare, andava sempre lì. Il desolante giallo di quel posto non gli lasciava scappatoie, era costretto ad affrontare il peggiore dei suoi nemici - il passato - con la sua arma più devastante - i rimpianti.
Riprese a fumare. Sapeva che avrebbe vissuto poco e voleva dare la colpa alla nicotina.
A El Paso, seduto sul cofano della macchina, verso il tramonto, mentre il vento caldo soffiava, un missile terra-aria colpì il serbatoio dell'auto. L'esplosione lo lasciò stordito e venne facilmente catturato.
L'esercito che venuto a prelevarlo era soddisfatto: erano riusciti a trovarlo.
Ma Snike sapeva la verità. Era stato lui a trovare loro.
Cazzo, non può andare sempre tutto storto.
Odio. Se non potrò, amerò. Controvoglia.
