Poi mi rialzo. Mi rialzo incazzato.
L’ultimo tizio di quel piccolo esercito crepò dopo un’ora dall’inizio della sparatoia. Snike non aveva lasciato nessuno in piedi, nessuno vivo. Era una trappola. Anche Sal avrebbe potuto far fuori queste mezze calzette. Allora perché si era rivolto a lui? Doveva essere una trappola.
La bomba scoppiò mentre Snike pensava esattamente che la trappola migliore era far scoppiare tutto. Con lui dentro.
Sal si godevo lo spettacolo dalla collina di fronte. Aveva fatto fuori lo stronzo, più facilmente di quello che pensava. Un po’ di intelligenza e quel coglione di Snike era crepato. Bastava così poco? Certo che no. Snike doveva essere ancora vivo. Voleva fargli credere di essere morto per tendergli una trappola. Doveva essere una trappola.
Il colpo gli arrivò alle spalle mentre Sal pensava esattamente che la trappola migliore era sparargli alle spalle. Uno a uno.
-Apri gli occhi Sal, ti ho rattoppato.
-Nghh..
-Non potrai più camminare, mi sa. Ma puoi ancora respirare.
-Maledetto…
-Avevo capito che era una trappola.
-Perché mi non hai lasciato morire sulla collina?
-Non mi piace uccidere le persone colpendole alle spalle.
-E come allora?
- Guardandole negli occhi.
Snike puntò la pistola in fronte a Sal e premette il grilletto. Seguì un rumore rosso e bagnato.
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Scritto da:
mistersnike alle ore 16:25 |
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texas o morte