Dicono che ho fegato. E’ quella la roba che sta sporcando il pavimento.
Aveva sorriso appena viste le due pistole del ragazzo; se un uomo decide di andare in giro con due pistole, significa che con una non sa cavarsela.
- Non credevo venissi, Snike.
- Non credevo neanche io.
- Vuoi ancora uccidermi?
- Sì.
- E lo farai ora?
- Prima dimmi perché ti sei fatto trovare.
- Mi danno la caccia. Vogliono farmi la pelle.
- Perché ti sei fatto trovare?
- Non voglio morire.
- Io ti ucciderò.
- Può darsi, ma ci penserò dopo che avremo eliminato questi altri.
- E perché dovrei?
- Ti pagherò. Profumatamente. Sei un mercenario. È il tuo lavoro.
- Potrei non accettare.
- Allora non sarai tu ad uccidermi.
- Tre milioni.
- Me li posso permettere.
- Si guadagna bene a uccidere bambini, vero?
- Bambini soldato. Vuoi farmi la morale?
- No. Voglio farti la pelle.
- Dopo aver finito questo lavoro.
- Puoi scommetterci, Sal.
Snike aveva conosciuto Sal appena era nato, poco più di venticinque anni fa. Conosceva il padre. Tom. Qualche mese fa Tom è morto. Snike lo ha ucciso. Tom era arrivato dove non doveva. Snike poteva lasciar perdere, forse voleva. Ma Tom aveva esagerato; ha distrutto quel poco, ma prezioso, che Snike aveva. E Tom morì. Se già sei all’inferno, tanto vale starci comodi. E poì riprese a fare il mercenario.
Sal si fece vivo qualche giorno dopo. Tentò di uccidere Snike. Non ci riuscì. Ma riuscì a scappare. E così altre volte. Quel ragazzo sapeva il fatto suo, aveva il sangue di Tom nelle vene. Ma non era abbastanza per inculare Snike.
Sal poi lavorò come mercenario in Africa, mettendo da parte una bella cifra. Ma, evidentemente, aveva fatto incazzare qualcuno. E ora Snike doveva parargli il culo.
Strappare la spina dorsale al mio commercialista dà una certa dipendenza.
Scritto da:
mistersnike alle ore 19:27 |
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texas o morte
C'era una volta il rap vero. Poi sono arrivati i fabri_fibra, i mondo_marci, gli articoli_trentuno. I caparezzi e i frankies quando smetteranno di giocare? Grazie 99Posse, peccato che vi siete fottuti.
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mistersnike alle ore 19:41 |
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pupe poligonali
L'accendino lo tieni tu?, chiese Tony.
Tina si guardò nella borsa e lo trovò, Il tuo lo hai perso di nuovo?
Salirono in macchina, faceva molto freddo. Tony si ricordò che avrebbe dovuto cambiare le gomme, con la pioggia quelle che aveva erano pericolose.
Il film non mi è piaciuto.
Mah, queste storie non le capisco molto, Tina.
Non per la storia, è solo che era tutto troppo banale. Non sembrava un film.
E cosa, sembrava?
... Quello che ci succede ogni giorno. Non vado al cinema per quello.
Alla pompa di benzina, Tony scese e ne mise 20. Era proprio una serata fredda.
Ritorniamo subito a casa, o ci facciamo un giro?
Boh. Decidi tu.
Dopo un giro per la statale, illuminata per le feste di Natale, tornarono a casa.
E anche se era freddo, sentire i piedi dell'altro sotto le coperte non era male. Anche se il giorno dopo era in agguato.
Scritto da:
mistersnike alle ore 19:49 |
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commenti (1)Categoria:
racconti erotici