Ssstronzi, vi posto il soggetto con cui sto partecipando al contest di www.kinart.it ... Il tema era l'EROS... Mi è venuta una cosa un po' triste... Ora, tocca a voi sputare sentenze su di me! Forza, aprite le danze!

Progetto - TalkInk
Tema - Eros, inteso come Amore (con tutto quello che ne consegue)
Titolo - Amore è morte, una storia ridicola
Autore - Mario Buffardo
Plot
Un giorno scopri che non sei più innamorata, che quello che provavi non c’è più. Non che sia completamente sparito, quanto piuttosto si è trasformato. L’Eros, l’Amore, si fa da parte, cambia e si trasforma in Thanatos, la Morte – la morte dell’amore.
Claudia lo scoprirà presto, trovandosi faccia a faccia con la fine dell’Amore; del suo amore.
E Vito si butterà dal balcone, schiantandosi a terra; dopo aver letto l’ultimo messaggio di Claudia.
Personaggi
Lui. È Amore, poi Morte, poi di nuovo Amore e così via. Chi non conosce questa potentissima Entità? Preferiresti che tua figlia portasse a casa un motociclista drogato pieno di borchie, piuttosto che questo Tizio tanto dolce quanto letale. Sarà per questo che è così affascinante.
Claudia. Decidere di rompere un rapporto non è semplice e indolore. Allora perchè farlo? A volte non hai scelta.
Vito. Essere stati mollati è proprio una rottura. D’ossa.
Soggetto
Ero entrato nella mia zona oscura, e lì incontrai la più cocente delle rivelazioni: che il desiderio sessuale può anche essere desiderio di uccidere, che viene il momento in cui un uomo invece della vita può scegliere la morte.
Paul Auster
Due storie parallele si intrecciano: quella di Claudia e quella di Vito. Voi su chi scommettete?
Claudia corre in strada e scappa tra i vicoli bui. Tutto ciò è assurdo: Lui la sta inseguendo e non sembra avere buone intenzioni.
Perché Lui ora è cambiato? Perché non è più quello di una volta? E perché diavolo la insegue?
Non c’è tempo per pensare o per capire; tutto quello che può fare è solo correre, scappare.
Intanto Vito, a casa, da solo, legge l’ultimo messaggio sul suo cellulare e si avvia alla finestra. Quello non è un balcone, ma un trampolino.
Cazzo, Lui ormai l’ha raggiunta. Ora non ha vie di fuga, stretta in quell’angolo della strada con le spalle al muro, non può più scappare. Deve per forza guardarlo in faccia.
Vito salta, ma dal settimo piano verso terra la strada non è molta: gli resta solo il tempo per pensare all’ultimo messaggio letto.
Alla fine Lui uccide. Proprio Lui, il suo grande amore, quello che era il suo grande amore. Ma ormai è storia passata: anche la sua faccia sembra un po’ diversa, più lunga, strana. Estranea. Lui, con uno sguardo mai visto prima, uccide. Ma non uccide Claudia, solo una parte di Claudia.
Nell’istante in cui si schianta sulla strada, Vito rivede la sua stanza, il suo cellulare, l’ultimo messaggio. Era di Claudia.
Claudia ora sembra più tranquilla, quasi non riconosce Lui. Quindi si allontana e, mentre Lui la guarda andare via, sembra proprio che lei stia scrivendo un messaggio. Per la prima volta, da un po’, Lui riesce a pensare. Non li capisce affatto, questi cellulari; prima era tutto più semplice: quando finivi una storia lo facevi di persona. Si vede che ora i tempi sono cambiati. Ma la storia è sempre la stessa: prima l’Amore, poi la Morte. Una morte tanto più terribile, quanto più era forte l’amore che c’era prima. D’altra parte, se una cosa ha imparato in secoli di onorata carriera è che solo quello che hai tanto amato può ucciderti così crudelmente.
Il corpo di Vito è a terra, mentre la folla si avvicina. Anche Lui è tra la folla. Negli ultimi istanti, Vito realizza quanto sia ridicolo essersi ammazzato per amore. Ma è l’amore che rende ridicoli. E può anche ammazzare.