Salve, ssstronzi. Era da un po' che non ci si sentiva. Non mi siete affatto mancati.




Carissimi sssstronzi, scrivo a proposito del contest di www.kinart.it. Ho dovuto cambiare un po' il soggetto, per rendere la storia una storia erotica.
Di seguito trovate il nuovo soggetto e la sceneggiatura completa.
Che ve ne pare? Sparate a zero!
Snnnike

Progetto - TalkInk
Tema - Eros, inteso come Amore (con tutto quello che ne consegue)
Titolo - Amore è morte, una storia ridicola
Autore - Mario Buffardo
Plot
Un giorno scopri che non sei più innamorata, che quello che provavi non c’è più. A baciarti non è più la dolce bocca di Eros, l’Amore; al suo posto ora ci sono i denti affilati di Thanatos, la Morte – la morte dell’amore.
Claudia lo scoprirà presto, trovandosi faccia a faccia con la fine dell’Amore; del suo amore.
E Vito si butterà dal balcone, schiantandosi a terra; dopo aver letto l’ultimo messaggio di Claudia.
Personaggi
Lui. È Amore, poi Morte, poi di nuovo Amore e così via. Chi non conosce questa potentissima Entità? Preferiresti che tua figlia portasse a casa un motociclista drogato pieno di borchie, piuttosto che questo Tizio tanto dolce quanto letale. Sarà per questo che è così affascinante.
Claudia. Decidere di rompere un rapporto non è semplice e indolore. Allora perchè farlo? A volte non hai scelta.
Vito. Essere stati mollati è proprio una rottura. D’ossa.
Soggetto
Ero entrato nella mia zona oscura, e lì incontrai la più cocente delle rivelazioni: che il desiderio sessuale può anche essere desiderio di uccidere, che viene il momento in cui un uomo invece della vita può scegliere la morte.
Paul Auster
Cappuccetto Rosso
Due storie parallele si intrecciano: quella di Claudia e quella di Vito. Voi su chi scommettete?
Claudia è a letto, nuda. Lui le sta baciando i piedi e intanto la guarda. Claudia non aspetta altro che Lui risalga, lungo le gambe e ancora più su, non aspetta altro che sentirlo ovunque.
Intanto Vito, a casa, da solo, legge l’ultimo messaggio sul suo cellulare e si avvia alla finestra. Quello non è un balcone, ma un trampolino.
Lui ora la bacia tra le gambe, a Claudia piace molto. Poi la guarda. Ha uno sguardo strano, non più dolce, molto più inquietante. Cattivo? Proprio mentre Claudia cerca di ritrarsi, Lui alza il busto, il suo viso ora è cambiato. Spalanca la bocca: cerca di azzannarla!
Vito salta, ma dal settimo piano verso terra la strada non è molta: gli resta solo il tempo per pensare a quell’ultimo messaggio letto.
Claudia urla, come non ha mai fatto. E piange. Quando riapre gli occhi, però, Lui non c’è più: è lei, sola, nel suo letto, con la mano tra le gambe nude. Si guarda intorno, cercando di realizzare cosa sia successo. E l’occhio si ferma sul suo cellulare.
Nell’istante in cui si schianta sulla strada, Vito rivede la sua stanza, il suo cellulare, l’ultimo messaggio. Era di Claudia: “mi dispiace, è finita”.
Lui è fuori casa di Claudia. Guarda la sua finestra e pensa. Non li capisce affatto, questi cellulari; prima era tutto più semplice: quando finivi una storia lo facevi di persona. Si vede che ora i tempi sono cambiati. Ma la storia è sempre la stessa: non tutti si lasciano mangiare. E se l’Amore non mangia, poi muore. Prima l’Amore, poi la Morte. Una morte tanto più terribile, quanto più era forte l’amore che c’era prima. D’altra parte, dopo secoli di onorata carriera ormai gli è chiaro che solo quello che hai tanto amato può ucciderti così crudelmente.
Il corpo di Vito è a terra, mentre la folla si avvicina. Anche Lui è tra la folla. Negli ultimi istanti, Vito realizza quanto sia ridicolo essersi ammazzato per amore. Ma è l’amore che rende ridicoli. E può anche ammazzare.
Scansione tavole
Tavola 1
Nella prima tavola Lui e Claudia fanno la loro comparsa.
Sono a letto insieme, nudi. Lui bacia Claudia, partendo dai piedi. Lei è in un dolce abbandono, quando vede qualcosa di strano negli occhi di Lui. Niente più tenerezza, ma qualcosa di più inquietante. Quasi cattivo.
Tavola 2
Nella seconda tavola, a comparire - invece - è Vito.
È seduto alla scrivania, nella sua stanza. Riceve un sms e, dopo averlo letto, si volta verso il balcone della camera.
Tavola 3
Ora si torna alla scena con Lui e Claudia.
La bocca di Lui è spalancata, enorme. Sta addosso a Claudia, e sono nudi sul letto. Lui cerca di morderla, mangiarla… Lei è terrorizzata. Chiude gli occhi e urla, urla fortissimo, come non ha mai fatto. Quando riapre gli occhi Lui non c’è più. Si ritrova sola in camera, rossa in faccia, con la mano tra le gambe nude. Si guarda intorno, cerca di capire chi fosse Lui, la sua ennesima e privata fantasia. Quasi meccanicamente, prende il cellulare.
Tavola 4
Qui c’è la sequenza di Vito che si butta dal balcone, si lancia e precipita. Tutto ciò avviene mentre ripensa a Claudia, a quando facevano l’amore, quando iniziava a baciarla dai piedi, e lei rossa in viso imbarazzata, dal piacere. E poi ripensa al suo ultimo sms. Quello appena letto.
Tavola 5
Claudia, a letto, scrive un messaggio con il cellulare. Dalla finestra di camera sua, si vede la strada: Lui, ora, è sotto casa di Claudia e osserva la sua finestra. Dopo un po’ si incammina. Sorride leggermente e pensa ai fatti suoi. L’Amore ogni tanto ha bisogno di nutrirsi, di divorare l’altro. Ma non sempre si è disposti a lasciarsi mangiare. E, allora, l’Amore non può che morire, l’Amore si trasforma in Morte. Non sa se sia più triste, o ridicolo. Ma in fondo l’Amore è così, rende ridicoli.
Tavola 6
Vito si schianta a terra. Un istante prima dell’impatto rivede l’ultimo sms di Claudia: “mi dispiace, è finita”.
Intanto la folla si avvicina al corpo di Vito, chiedendosi cosa possa spingere una ragazzo a uccidersi. Lui è tra la folla. Vorrebbe rispondere a quella gente. Ma non capirebbero.
Questa tavola mostra Lui e Claudia nella stanza di Claudia. La stanza ha elementi che nell’immaginario comune sono catalogati come “femminili”: scrivania con sopra una piantina fiorita, un poster di un gruppo tutto maschile (tipo Take That o quella roba lì), tendine alle finestre (le tendine sono, però, aperte; questo elemento servirà dopo). Claudia e Lui sono nudi: Claudia seduta sul letto della sua camera (un po’ sfatto, con i cuscini fuori posto); Lui è a terra, accovacciato davanti al letto, che bacia i piedi di Claudia.
Vignetta orizzontale, con PP di Lui (di profilo) che bacia il piede di Claudia. Lui sorride e guarda dolcemente in alto, vale a dire verso Claudia (ora fuori dalla scena). In questa vignetta, sul lato destro appare il titolo della storia.
Titolo: “Amore è morte, di Mario Buffardo”.
Ancora una vignetta orizzontale, con una frase scritta in corsivo. Come sfondo è usata la carta a righe (o quadretti) di quaderno.
Frase: “Che bocca grande che hai… (Cappuccetto Rosso)”
Questa è la vignetta più grande della tavola. In essa appaiono Claudia e Lui insieme. Claudia seduta sul letto, che porge il piede a Lui, che lo bacia.
Claudia: “Ora perché non sali più su?”
Vignetta con busto di Claudia, che guarda verso il basso, in direzione di Lui. Lui non appare, la sua voce è FC.
Lui, FC: “Sei sicura, Caudia?”
PP di Lui, con il dito del piede di Claudia che gli accarezza il naso, giocando.
Claudia, FC: “Come la morte…”
PPP dello sguardo di Lui. Non è più dolce, ma più determinato, quasi cattivo. Questo elemento rompe con lo sguardo dolce che Lui aveva nelle vignette precedenti.
Claudia, FC: “?”
PP di Claudia, con lo sguardo un po’ spaventato.
Claudia: “…Tutto bene?...”
Lui, FC: “Certo”
PPP dello sguardo di Lui, con gli occhi più grandi, pieni di ira. Lo sguardo è abbastanza spaventoso.
Lui: “Come la morte.”
In questa tavola si vede Vito nella sua stanza mentre scrive alla scrivania, presumibilmente studia. La scena inizia dall’esterno dell’appartamento di Vito e, grazie alla sua finestra, si entra nella sua stanza. La stanza fa angolo nel condominio: su un lato c’è la finestra (di fronte la quale si trova la scrivania di Vito), sul lato perpendicolare c’è un balcone.
Vignetta orizzontale, non troppo alta con panoramica della città: condomini che si accalcano. Tra questi si vede – centrale – quello di Vito.
Ci si avvicina alla stanza di Vito. Si vede dall’esterno del condomino la sua finestra, con lui dietro seduto alla scrivania che scrive. Sulla scrivania c’è, oltre ai fogli, anche il suo cellulare.
PP di Vito che scrive. Ormai l’inquadratura si è spostata dentro la stanza.
Piccola vignetta con il cellulare. Il cellulare squilla.
Effetto: “Beep Beep”.
PPP dell’occhio di Vito che guarda lateralmente verso il basso (dove c’è il cellulare).
Mano di Vito che prende il cellulare.
Sequenza di vignette uguali che raffigurano il display del cellulare. Quello che c’è scritto sul display cambia a ogni vignetta: è Vito che legge.
Prima scritta: “SMS RICEVUTO”
Seconda scritta: “LEGGERE ORA?”
Terza scritta: “OK”
PP di Vito. Lo sguardo è triste, da cane bastonato.
Si vede Vito sempre seduto alla scrivania, che guarda il balcone, sul suo lato. Il punto di vista è alle spalle di Vito, quindi si vede Vito che guarda fuori, oltre il balcone, dove c’è la vista dei palazzi della città.
In questa tavola Claudia è aggredita da Lui, trasformato in un mostro dalla bocca enorme, che cerca di mangiarla. Poi si sveglia: era tutto un sogno. Si ritrova con la mano tra le gambe nude. Claudia è scioccata, cerca di riordinare le idee e lo sguardo va a finire sul suo cellulare.
Questa vignetta è abbastanza grande. Lui – trasformato in una specie di mostro con la bocca enorme – cerca di azzannare Claudia. Lui ha lo stesso fisico (nudo) della prima tavola, la faccia è deformata – però – da questa enorme bocca. Claudia è aggredita sul suo letto e cerca di difendersi con le mani, provando ad allontanare Lui.
Lui: “Fatti dare un morso, piccola…”
Claudia: “N-No…”
PP di Claudia che – tenendo gli occhi chiusi, stretti – urla.
Claudia, urla: “Nooooooooooo”
Le “ooo” della vignetta precedente si prolungano sulla sequenza di queste tre piccole vignette (disposte in orizzontale), in cui c’è uno zoom sul viso di Claudia, a partire da un suo PPP. L’ultima vignetta delle tre è quasi completamente nera.
Di nuovo PP di Claudia, che sgrana gli occhi, come a risvegliarsi da un brutto sogno.
Claudia: “Uh?!”
Si vede Claudia sul suo letto, sdraiata, con la mano tra le gambe.
Claudia si mette seduta sul letto, con la testa si guarda intorno.
Claudia: “?”
Il punto di vista è ora alle spalle di Claudia. Si vede lei che guarda la stanza; in particolare, è voltata verso la scrivania affianco al letto. Sulla scrivania si intravede un cellulare.
PP del cellulare sulla scrivania.
Questa tavola mostra Vito che si butta giù dal balcone. Ci sono vignette che si alternano: alcune mostrano il suo volo verso il basso, altre sono i ricordi di Vito della sua storia con Claudia. Quindi, in questa tavola si viene a sapere che i due sono stati insieme. Le vignette riguardanti i ricordi avranno un bordo diverso dalle altre.
Presente. Vignetta verticale. C’è Vito seduto sul balcone fuori dalla sua stanza. Si vede anche il paesaggio dei condomini e dei palazzi cittadini.
Ricordo. Lui e Claudia, nudi, afferrati in un abbraccio, su di un letto.
Presente. PP di Vito che guarda verso il basso.
Ricordo. Vito bacia il piede di Claudia, sorridendo.
Presente. C’è la mano di Vito che tiene ancora il cellulare della seconda tavola.
Ricordo. Vito e Claudia fanno l’amore; Vito sta dietro a Claudia. Il viso di Claudia è vinto dal piacere.
Presente. PPP del cellulare di Vito. Si legge il contenuto del messaggio che ha ricevuto nella seconda tavola.
Messaggio: “Da Claudia: Mi dispiace, è finita.”
Ancora presente. Vito si lascia andare verso il basso. Sul viso c’è solo rassegnazione. Nella scena si vede anche il cellulare, che ormai Vito ha lasciato, che precipita con lui.
In questa tavola appaiono i tre personaggi: Claudia che invia il famoso sms a Vito, Vito che si spiaccica a terra, Lui che si allontana da casa di Claudia pensieroso: questa è – infatti – la tavola dedicata alle sue riflessioni.
Claudia seduta sulle sue gambe, sul letto. È intenta a scrivere un messaggio con il cellulare. C’è una voce/pensiero fuori campo, che nelle ultime vignette si capirà appartenere a Lui.
Lui, pensa, FC: “Proprio non li capisco questi cellulari, prima era tutto più semplice.”
Si vede Vito che sta precipitando, veloce.
Lui, pensa, FC: “Quando una storia finiva, lo facevi di persona.”
Si vede il contenuto del messaggio che Claudia sta scrivendo.
Messaggio: “Mi dispiace, è finita.”
Lui, pensa, FC: “Si vede che i tempi sono cambiati. Non mi ci abituerò mai.”
PP della faccia di Vito, spaventata. Capisce che è arrivato alla fine della corsa.
Lui, pensa, FC: “La storia è sempre la stessa. Sempre.”
Il dito di Claudia preme OK sul cellulare. Sta inviando il messaggio.
Display del cellulare: “SMS inviato.”
Lui, pensa, FC: “Non tutti si lasciano mangiare dall’Amore.”
Vito si schianta a terra.
Lui, pensa, FC: “E se l’Amore non mangia, poi muore.”
Si ritorna in camera di Claudia. Si vede il suo volto in PPP piano, dietro di lei c’è la finestra della camera e – attraverso di essa – si vede la strada al di sotto (le tendine della finestra non erano chiuse). In strada è evidenziata la silhouette di un tipo.
Lui, pensa, FC: “L’Amore ogni tanto ha bisogno di nutrirsi, di divorare l’altro.”
Ora c’è uno zoom sul tipo in strada. Siamo fuori dalla camera di Claudia. Il tipo è Lui, ora è vestito.
Lui, pensa: “Se questo non succede, allora non posso che trasformarmi in Morte.”
Lui alza lo sguardo verso la finestra di Claudia, che si intravede ancora seduta sul letto. La camera di Claudia è al primo piano del palazzo.
Lui, pensa: “Dopo tutto questo tempo, non so se sia più triste o ridicolo.”
Lui si incammina, lasciandosi casa di Claudia alle spalle.
Lui, pensa: “Ma che posso farci?... Sono fatto così.”
Lui avanza verso il lettore, lasciandosi sempre la casa di Claudia alle spalle. Sorride leggermente.
Lui, pensa: “L’Amore rende ridicoli.”
Questa tavola è dedicata a Vito, ormai precipitato sul marciapiede. La gente si avvicina e si forma subito una piccola folla a osservare morbosa e incuriosita. Tra la folla c’è Lui. Le vignette in questa pagina sono tutte orizzontali.
Si vede il corpo di Vito dall’alto: è disteso sul marciapiede, con una chiazza di sangue attorno e un paio di persone che si sono già avvicinate.
Persona 1: “Che mi venga…”
Persona 2: “Diavolo…”
Lui, pensa, FC: “Prima Amore, poi Morte.”
Premessa alla sequenza. Questa sequenza di vignette mostra la folla, che diventa sempre più numerosa. Il corpo di Vito in basso non è mostrato, ma tutti guardano verso il basso. Tra la folla c’è Lui: nella prima della quattro vignette si intravede sullo sfondo, ma di vignetta in vignetta c’è uno zoom verso Lui. Inoltre in ogni vignetta ci sono le frasi delle persone e i pensieri di Lui. Le persone che parlano sono sempre diverse.
Persona 1: “Ma è caduto?...”
Persona 2: “Che schifo…”
Lui, pensa: “Che beffa. La Morte è tanto più terribile, quanto più era forte l’Amore che l’ha preceduta.”
Persona 1: “Secondo me si è buttato…”
Persona 2: “Secondo me era depresso…”
Lui, pensa: “D’altra parte, solo quello che hai tanto amato può ucciderti così crudelmente.”
Persona 1: “L’ho visto in giro qualche volta…”
Persona 2: “Ma perché l’ha fatto?...”
Lui, pensa, viso impassibile: “Potrei spiegarlo. Ma non capirebbero.”
Persona 1: “Perché…?”
Persona 2: “Perché?...”
Lui, pensa, leggero sorriso: “Comunque, proprio bei piedini, quella Claudia.”
Ssstronzi, vi posto il soggetto con cui sto partecipando al contest di www.kinart.it ... Il tema era l'EROS... Mi è venuta una cosa un po' triste... Ora, tocca a voi sputare sentenze su di me! Forza, aprite le danze!

Progetto - TalkInk
Tema - Eros, inteso come Amore (con tutto quello che ne consegue)
Titolo - Amore è morte, una storia ridicola
Autore - Mario Buffardo
Plot
Un giorno scopri che non sei più innamorata, che quello che provavi non c’è più. Non che sia completamente sparito, quanto piuttosto si è trasformato. L’Eros, l’Amore, si fa da parte, cambia e si trasforma in Thanatos, la Morte – la morte dell’amore.
Claudia lo scoprirà presto, trovandosi faccia a faccia con la fine dell’Amore; del suo amore.
E Vito si butterà dal balcone, schiantandosi a terra; dopo aver letto l’ultimo messaggio di Claudia.
Personaggi
Lui. È Amore, poi Morte, poi di nuovo Amore e così via. Chi non conosce questa potentissima Entità? Preferiresti che tua figlia portasse a casa un motociclista drogato pieno di borchie, piuttosto che questo Tizio tanto dolce quanto letale. Sarà per questo che è così affascinante.
Claudia. Decidere di rompere un rapporto non è semplice e indolore. Allora perchè farlo? A volte non hai scelta.
Vito. Essere stati mollati è proprio una rottura. D’ossa.
Soggetto
Ero entrato nella mia zona oscura, e lì incontrai la più cocente delle rivelazioni: che il desiderio sessuale può anche essere desiderio di uccidere, che viene il momento in cui un uomo invece della vita può scegliere la morte.
Paul Auster
Due storie parallele si intrecciano: quella di Claudia e quella di Vito. Voi su chi scommettete?
Claudia corre in strada e scappa tra i vicoli bui. Tutto ciò è assurdo: Lui la sta inseguendo e non sembra avere buone intenzioni.
Perché Lui ora è cambiato? Perché non è più quello di una volta? E perché diavolo la insegue?
Non c’è tempo per pensare o per capire; tutto quello che può fare è solo correre, scappare.
Intanto Vito, a casa, da solo, legge l’ultimo messaggio sul suo cellulare e si avvia alla finestra. Quello non è un balcone, ma un trampolino.
Cazzo, Lui ormai l’ha raggiunta. Ora non ha vie di fuga, stretta in quell’angolo della strada con le spalle al muro, non può più scappare. Deve per forza guardarlo in faccia.
Vito salta, ma dal settimo piano verso terra la strada non è molta: gli resta solo il tempo per pensare all’ultimo messaggio letto.
Alla fine Lui uccide. Proprio Lui, il suo grande amore, quello che era il suo grande amore. Ma ormai è storia passata: anche la sua faccia sembra un po’ diversa, più lunga, strana. Estranea. Lui, con uno sguardo mai visto prima, uccide. Ma non uccide Claudia, solo una parte di Claudia.
Nell’istante in cui si schianta sulla strada, Vito rivede la sua stanza, il suo cellulare, l’ultimo messaggio. Era di Claudia.
Claudia ora sembra più tranquilla, quasi non riconosce Lui. Quindi si allontana e, mentre Lui la guarda andare via, sembra proprio che lei stia scrivendo un messaggio. Per la prima volta, da un po’, Lui riesce a pensare. Non li capisce affatto, questi cellulari; prima era tutto più semplice: quando finivi una storia lo facevi di persona. Si vede che ora i tempi sono cambiati. Ma la storia è sempre la stessa: prima l’Amore, poi la Morte. Una morte tanto più terribile, quanto più era forte l’amore che c’era prima. D’altra parte, se una cosa ha imparato in secoli di onorata carriera è che solo quello che hai tanto amato può ucciderti così crudelmente.
Il corpo di Vito è a terra, mentre la folla si avvicina. Anche Lui è tra la folla. Negli ultimi istanti, Vito realizza quanto sia ridicolo essersi ammazzato per amore. Ma è l’amore che rende ridicoli. E può anche ammazzare.

Benvenuti a DECAMERON. Politica, sesso, religione e morte. Un programma televisivo così bello che ne vedi una puntata e dici: “Oh, non guarderò mai più la vita vera finché campo!” Uuuuh! Stasera sono proprio elettrico. Sarà che mi devono arrivare. Qua a Roma è arrivato l’inverno. Fa molto freddo. Fa tal freddo che le minorenni sulla Salaria offrono pompini gratis ai ciccioni. Un mio amico va a puttane sulla Salaria. Gli ho detto che in giro è pieno di ragazze oneste e rispettabili. Sì, mi fa lui, ma quelle non posso permettermele. Fa veramente molto freddo. Fa talmente freddo che oggi Mussi spalmava il vicks vaporub sulla Cosa Rossa.
Fa molto freddo, ma sono bellissime giornate. C’è un sole splendido. E quando c’è il sole, sono tutti allegri. Oggi ho visto un funerale entrare in un McDonald’s. Ballavano la conga.
Mi accodo al trenino ed entro anch’io. Era il McDonald’s di piazza di Spagna. Sì, a Roma in piazza di Spagna c’è un McDonald’s. Non bisogna stupirsi. I McDonalds sono ormai dappertutto. Mia sorella ha un McDonalds nella sua cucina. Io ne ho uno nei miei pantaloni.
E mentre sono lì che contribuisco a disboscare la foresta pluviale mangiando un Big Mac da 3 etti, mi viene in mente una cosa. Nessuno pensa mai al sacrificio delle mucche che vengono macellate per la goduria del nostro palato. Bisognerebbe onorare il loro sacrificio. Con delle raffigurazioni. Con delle icone. In chiesa ci sono le stazioni della via Crucis, no? In un McDonald’s dovrebbero esserci dei quadretti simili. Con una mucca al posto di Gesù. Più o meno 14 quadretti: 14 stazioni della via Crucis della mucca, la Cow Crucis, con sotto delle brevi didascalie. Mi sembra una buona idea. Onoriamo il sacrificio delle mucche. Anche perché sembra che le mucche tengano una lista delle persone che mangiano hamburger: per quando si vendicheranno.
Qualcuno mi ha chiesto: Daniele, perché ce l’hai con la religione?
Perché mi sono convinto che le religioni sono pericolose. Operano un plagio di massa che ha una funzione sociale di controllo; e che diventa pericolosissimo quando la religione, forte del numero, tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l’attività dei governi.
Gli esempi in questo senso sono sempre all’ordine del giorno (staminali, pacs, eutanasia) e ormai insopportabili... Ricorderete come la Chiesa si sia opposta alla ricerca sulle staminali degli embrioni perché "l’embrione è uno di noi, è già persona". C’erano però tre contro-argomenti formidabili:
a) Quello teologico. S.Tommaso nega agli embrioni la resurrezione, in quanto privi di anima razionale, e pertanto non ancora esseri umani. (Supplemento alla Summa Theologiae, 80, 4);
b) Quello pragmatico. La Chiesa nega il battesimo ai feti abortiti in modo spontaneo. Nella prassi, cioè, la Chiesa non considera il feto una persona finchè non nasce vivo.
c) Quello naturale. Di tutti i concepiti, solo il 15-20% riesce ad annidarsi nell’utero materno. La natura stessa, cioè, non tutela così tanto il diritto alla vita del concepito, diritto che però si arroga la Chiesa. ...È stata poi la scienza, e non la religione, a scoprire, la settimana scorsa, che è possibile ricavare cellule staminali anche da tessuti adulti. Fine del dilemma etico sollevato ad arte. Con la nuova ricerca sulle staminali, gli scienziati ritengono che adesso potremmo fare grandi progressi, dalla cura del Parkinson alla rigenerazione della spina dorsale nel centrosinistra. ....
In realtà, lo sappiamo, il motivo vero è che la Chiesa teme le unioni omosessuali. Ma se è un tema così importante, com’è che Gesù non dice una parola in proposito? Gesù non dice una parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare, il frequentare i reietti e gli ultimi. La Bibbia dice: “Non guardare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, ma la trave nel tuo occhio”. Al che i gruppi gay hanno replicato: se la trave te la metti nell’occhio, lo stai facendo in modo sbagliato”.
La regola della convivenza umana è terrestre, non divina: ogni uomo è libero e deve poter decidere su di sé. ...E invece mille ostacoli. Col paradosso che i nostri parlamentari, per tenersi buoni i voti vaticani, da anni negano a noi, cittadini che li eleggiamo, i diritti che per sé loro si sono già attribuiti: da ben 16 anni, infatti, i parlamentari conviventi hanno gli stessi diritti dei parlamentari sposati. ......Nel frattempo Veltroni si trova a dover trattare con la segreteria di stato vaticana sull’eventuale istituzione di un registro delle coppie di fatto nel comune di Roma. Alla faccia della pari dignità dei cittadini che cattolici non sono, o che hanno preferenze sessuali non omologate.
...Ennesimo scadimento della laicità dello Stato, riconfermato dal voto della sinistra in Parlamento a favore dei privilegi economici della Chiesa cattolica: l’esenzione ICI e i meccanismi di assegnazione dell’8 per mille. .... Ecco papa Ratzi. Ride. Riderei anch’io se la mia ditta non pagasse le tasse. Ma la Chiesa non fa che rispettare il dettame evangelico. Gesù disse: “I miti erediteranno la terra”. Ed evitò astutamente di parlare della tassa di successione.
....L’abito di un cardinale: mozzetta rossa chiusa da dodici bottoncini. Sotto, rocchetto bianco in cotone con maniche a tre quarti ornato di pizzi e ricami. Sotto, fascia rossa di seta alla vita, con frangia, e sottana rossa di lana fine con bottoncini fino ai piedi. In testa, zucchetto rosso e berretta rossa a quattro angoli e tre spicchi o cappello a saturno nero ornato da cordone e fiocchi oppure mitria di seta bianca damascata. Se Gesù si imbattesse in un cardinale, scoppierebbe a ridere. ....
La separazione tra Stato e Chiesa, cioè fra reato e peccato, la indicò Gesù, quando disse: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Ne deduco che, se il papa è cattolico, Cristo non lo era. Altro guaio delle religioni: spesso danno una cornice nobile a comportamenti aberranti. Guardate come i musulmani in certi Paesi lapidano le loro donne. Non potrebbero farla franca, se non fosse per motivi religiosi.
Oppure, sempre la Chiesa cattolica. Milioni di persone muoiono in Africa di AIDS anche perché la Chiesa condanna l’uso del preservativo. Il preservativo, a quanto pare, è contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato... Qualche mese fa il papa ha chiesto a una commissione vaticana un dossier sull’uso del preservativo come protezione dalle malattie. Oh, proprio adesso che mi ero abituato alla castità.
Avete letto l’ultima enciclica di Papa Ratzi? E chi non l’ha letta? È così amena! È più divertente di un barile pieno di anguille. «Spe salvi», salvi nella speranza. Un testo sulla superiorità della fede cristiana, che esalta la sofferenza, perché avvicina alle sofferenze di Cristo. Cristo è morto in croce per i nostri peccati! Uuh, ma così ci fa sentire troppo in colpa! Non poteva solo lussarsi un’anca, per i nostri peccati?
L’enciclica è piena di citazioni colte. E questo è il QUIZ della settimana: quali fra questi intellettuali non è citato da papa Ratzi nell’ultima enciclica? Sant’Agostino. Kant. Adorno. De Sade. E la risposta è: De Sade. La Spe salvi, sorpresa! è una dura condanna della modernità. Il giorno che venne eletto, dissi in teatro: “Hanno eletto il nuovo papa. È il cardinal Ratzinger. Subito condannato di nuovo Galileo”. Non mi sbagliavo. Dopo un mese Ratzi disse: “La risposta alla modernità è Cristo”. Io ho 46 anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata. ... Ratzi attacca l’illuminismo, ma la Chiesa in 18 secoli non abolì la schiavitù, cosa che fece la Prima Repubblica francese del 1794. D’altra parte è noto che la Chiesa è lenta ad abbracciare la modernità. Fino a poco tempo fa, la loro idea di portatile era un chierichetto.
...Dico questo: se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito. ...Le religioni sono un fatto culturale. È tutto molto relativo. Il papa vorrebbe che tutti fossero cattolici. Le mucche vorrebbero che tutti fossero di religione indù. ....Qual è la verità sull’aldilà? Direi di partire da un semplice assioma: che nessuno ne sa niente. Mi piacerebbe che il papa una domenica si affacciasse su S.Pietro e dicesse: “Sapete una cosa? Nessuno ne sa niente. Siete liberi!”...
L’anno scorso Ratzi scrisse la "Lettera sulla collaborazione dell’uomo e della donna". Ratzinger ha scritto un documento sulle donne. La cosa mi colpì perché non immaginavo che Ratzinger ne conoscesse una. Nella lettera, Ratzinger scrive che la famiglia è il fondamento della società. Vecchio adagio dei reazionari di sempre. Ma già negli anni 60, filosofi e psichiatri come Deleuze e Guattari, Laing, Reich hanno spiegato che la famiglia patriarcale serve a perpetuare la società proprietaria e autoritaria.
....Qualche anno fa, una commissione teologica internazionale guidata da Ratzinger si riunì per rispondere alla domanda: "Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?".
Questi temi mi affascinano. In auto ascolto sempre Radio Maria. Anche perché è inevitabile: accendi la radio, c’è Radio Maria. ..."Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?" Io avrei voluto essere in quella commissione di Ratzinger. Come fai a dare a una risposta? È come chiedere "Dove vanno le anime dei Klingon dopo morti?" Da nessuna parte, dato che i Klingon sono un FRUTTO DELLA FANTASIA UMANA.
Cenni storici ...Nella Genesi, è il serpente a convincere Eva a mangiare la mela proibita. Eva dà un morso e cade in un lungo sonno da cui Adamo la risveglia con un bacio. No, questa è Biancaneve. Bè, se da piccolo ti avessero detto che Biancaneve è una religione, ci avresti creduto! Comunque: Adamo ed Eva mangiano la mela e Dio li caccia dal paradiso terrestre. Meno male che non ha scoperto cosa avevano fatto con le banane.
....Nel tempo, le funzioni mitiche svolte dalle religioni e dalle monarchie non spariscono: oggi vengono assolte dai mezzi di comunicazione di massa e dal potere simbolico dei segni-merce, nuovi mondi-di-sogno. La pubblicità come teologia della lavatrice. Provate adesso a immaginare qualcuno che pretenda di vendervi una lavatrice alla condizione che, se non la comprate, brucerete all’inferno. Lo mandereste a cagare. Ma no, lui pretende anche di essere rispettato, perché non è solo una lavatrice, è una religione! Segnalo una grande novità: nella Spe salvi, il papa mette in dubbio l’esistenza delle fiamme eterne dell’inferno. Ma il paradiso, raccontato da Ratzinger, sembra la stanza da letto di Cristiano Malgioglio. Il papa oggi scrive che la scienza non salva l’uomo. Allora, d’ora in avanti, niente più antibiotici a Ratzi, ok? ... Sentiamo cos’ha da dirci Nostradamus.
LE ULTIME PROFEZIE DI NOSTRADAMUS: La mafia aumenterà gli stipendi ai dipendenti. Verrà scoperta una nuova suoneria cellulare di Mozart. Fabrizio Cicchitto si ritirerà dalla vita politica. Passerà più tempo coi familiari, che chiederanno di non essere identificati. L’editore di Penthouse diventerà cattolico e metterà sulla copertina del mensile una Vergine "gratta&annusa". Un gigantesco asteroide colpirà la Terra nel 2014. L’impatto avrà l’effetto di 20 milioni di bombe atomiche simili a quella sganciata su Hiroshima. Le autorità militari prepareranno il mondo alla nuova vita post-impatto detonando una bomba atomica al giorno nei sette anni precedenti. Quello della Chiesa è pensiero magico. Nell’udienza di mercoledì, il papa ha esortato gli esorcisti a continuare il buon lavoro. Parole di incoraggiamento anche ai cacciatori di vampiri.
Dice: Ma tu Daniele sei cattolico? Certo. Sono cattolico, apostolico, decaffeinato..... E mi affascina la storia di Giacomo, il fratello di Gesù. Sapevate che Gesù aveva un fratello? Io l’ho letto anni fa sulla Settimana enigmistica e non l’ho più dimenticato. Dev’essere stata dura, avere Gesù come fratello. Vinci una gara di nuoto, lui cammina sulle acque. Sai fare un cocktail, lui trasforma l’acqua in vino. Fai ripartire un’auto in panne, lui resuscita Lazzaro. Ti viene l’herpes, lui muore crocifisso. Che palle!
....No, in realtà non sono cattolico. Sono cristiano monofisita: non riconosco le decisioni del concilio di Calcedonia nel V secolo. Ero cattolico, finchè un giorno Dio mi è apparso in sogno e mi ha rivelato che erano tutte stronzate. Ok, non era un sogno: mi ha parlato da un roveto ardente. Ok, non era un roveto ardente: era il boschetto di una ragazza che stavo leccando. Comunque resto convinto che il cristianesimo sarebbe stato diverso, se Gesù avesse avuto una decappottabile.
[Doveva essere la sesta puntata di DECAMERON, ma la calura reazionaria che brucia le chiappe di noi italiani lo ha impedito. Ridete, quando avete finito di vomitare]
Riassunto delle puntate precedenti. Mr.Snike si incidenta con la macchina, finisce fuori strada, infilzato in un cumulo di immondizia, buca, inizia a piovere, cambia la ruota tra ratti e avanzi della pizzeria. Almeno ha qualcosa da sgranocchiare!
Carissimi ssstronzi, lo sciopero dei tir mi ha distrutto. E' mancata la benzina, è mancata la frutta, è mancato il pesce. Ma vorrei sottolineare una mancanza ancora più importante (provate a soffrire di colite e vedrete...): sono mancatii i rifornimenti di carta igienica nel mio ufficio. E non sempre la carta per stampanti è una valida alternativa.
Hanno chiuso Luttazzi. La scusa ufficiale è che ha offeso Giuliano Ferrara. Ma si vede lontano un miglio che è solo una scusa. Offendere Giuliano Ferrara dovrebbe essere motivo di encomio, non di censura. Allora,il vero motivo qual è? Semplice: la nuova puntata riguardava il Papa... Mmm... Luttazzi che parla del Papa? Sono troppo italiano per vederlo mai in vita mia.
Intanto, si muore sul lavoro. L'Italia ogni tanto se ne accorge. E la sinistra comunista (?) ha abbandonato la falce e martello. Mi date un motivo per non vomitare?
Ora chiudo, il cinese che sta scrivendo al mio posta deve pisciare. Se la trattiene da venerdì. L'ho dimenticato acceso tutto il week end.
Sssaluti, ssstronzi!

Riassunto delle puntate precedenti. Mister Snike va in Germania per lavoro. La Germania non la prende bene.
Oggi. Italia.
Dopo un periodo in cui si erano lasciati, lei è tornata. Il sole splende di nuovo, la vita è bella, ubriacarsi per dimenticare non è più necessario.
Poi, però, subentra l'angoscia, la tensione. Sentirsi come in un labirinto, avere il tempo contato, con dei mostri che ti inseguono e che non puoi battere.
Ma va bene così. Da quanto tempo mancavano queste sensazioni.
Va bene così. Lei è tornata. La mia consolle Nintendo è tornata.
(Ovviamente, ho dovuto pagare)

Sssalve ssstronzi. Niente disegnino nuovo stavolta, non è proprio periodo. Ormai credo che già sappiate della tragedia del mio Nintendo rotto. Inoltre, ho un po' di problemi a lavoro (il fax sembra non funzionare e questo manda in panico le segretarie, che hanno sempre attribuito il corretto funzionamento di qualsiasi oggetto elettronico ad una sorta di benevolenza mistica del creato nei loro confronti). Così (mentre le segretarie improvvisano riti religiosi per cambiare il fato), io vi posto un po' di racconti brevi che ho letto nell'ultimo periodo. Ho scoperto, infatti, che oltre ai libri con figure posso anche leggere cose come: "I racconti più brevi del mondo", di Edizioni Fahrenheit 451 (1993).
Augusto Monterroso
IL DINOSAURO (da "Opere Complete e altri racconti", 1959)
Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì.
FECONDITA' (da "Mr Taylor & C.", 1982)
Oggi mi sento bene, un Balzac;
sto terminando questa seconda riga.
Istva'n Orkèny
PAGINA VUOTA (da "Novelle da un minuto", 1988)
Questa "pagina vuota" parla di cose che non esistono oppure di cose che esistono, ma sulle quali l'autore non ha nulla da dire.
Gianni Toti
LIETE FINI (da "Racconti da Palpebra-Due", 1993)
Non Morìi. E comunque non morìi in silenzio. Mormorìi.
Vania Vsiov
DISIO (da "Metaforacconti", 1989)
Non voleva più essere se stesso. Ma perchè proprio me?
Ambrose Bierce
IL DESTINO DI POETA (da "Bizzarre", 1873)
Un Oggetto se n'andava sulla Grande Strada dello Zareame, ben fornito di meditazioni e sfornito di ogni altra cosa, quando si trovo improvvisamente alle porte di una Grande Città. Avendo domandato d'entrare, fu arrestato come Necessitatore di Ordinanza e tradotto davanti al Capo dello Stato che lo inquisì così:
"Chi siete voi e quale professione esercitata?".
"Io sono Charlot-il-Saccheggiatore, borseggiatore-con-destrezza" rispose l'Oggetto con una grande non improntitudine d'invenzione.
Il Capo dello Stato stava per dare l'ordine di rilasciarlo, quando il Primo Ministro suggerì di esaminare le dita del prigioniero. Si constatò che erano tutte lisce, ma callose all'estremità.
"Ah!" esclamò allora il Capo dello Stato, "io l'avevo ben detto, Costrui si dedica a contar le sillabe. E' un poeta. Rimettetelo tra le mani del Grande Dissuasore dall'Abitudine di Portare una Testa".
"Vostra Presidenza" intervenne allora l'Inventore delle Condanne Ingegnose, "permettetemi di proporre una pena ancora più grave".
"Proponete!".
"Ch'egli conservi questa testa!".
Rosalba Cambra
LA LIBERTA' (da "I Racconti di Malos Aires", 1985)
Potrai camminare sul filo dell'ombra fino alla parte alta della città. Nessuno ti dirà: per di qui non si passa. Troverai socchiuso il cancello di quella casa che ti faceva spalancare gli occhi di desiderio quando eri piccolo. NEssun guardiano ti sbarrerà la strada, né ti proibirà di camminare sopra le aiuole di anemoni fino allo stagno, di entrare nei saloni inghirlandati senza che nessuno ti annunci. Segnerai con caramelli i tuoi itinerari per le piazze, sceglierai nella biblioteca centrale i manoscritti più riccamente miniati per ritagliare le figure, e nessuno chiamerà la polizia, neppure quando nelle farmacie ti metterai a rovesciare uno a uno i tubi di pillole fosforescenti che si spargeranno fino alla strada con un borbottio di perle sfilate o quando cercherai nel negozio dell'antiquario, dove tutto fu sempre troppo caro, i più opulenti seggiolini coloniali, gli specchi di argento offuscato, te li porterai via senza chiedere permesso. Nessun impiegato della posta protesterà perchè ti sei messo ad aprire le lettere - a volte d'amore - indirizzate ad altri, o a usare i telegrammi per fare aeroplanini che finiscono per ammucchiarsi nello stesso angolo. Nessun cameriere ti impedirà di stappare tutte le bottiglie dei vini d'annata, e gustare appena un sorso di ognuna, seduto sulla terrazza di fronte al mare. Inutilemnte aspettando che la donna più bella della città, che una donna, che qaualcuno, scenda e sedersi con te, e ti accompagnipoi al teatro dove nessuno ti esigerà il biglietto né cercherà di importi le buone maniere quando ti stiracchierai nel palco presidenziale di fronte allo scenario vuoto. Questo è il lato cattivo, te ne sarai già reso conto, di essere l'unioco sopravvissuto.
Sssaluti, ssstronzi.

Ssstronzi, oggi mi sentirete meno vispo del solito. Sto passando un brutto momento, vivo una grande perdita.
Lei se ne è andata, quando meno me l'aspettavo, quando più avevo bisogno di lei.
E ora sono qui, da solo, senza motivazioni per campare.
Oggi è un giorno triste; credevo di essere brace, in realtà sono cenere.
La mia consolle si è rotta.
Addio Nintendo.

Carissimi ssstronzi, ben ritrovati. Il recente "Vaffa Day" di Beppe Grillo (quel genovese talmente tirchio che vuole assolutamente che il collegamento a internet sia gratuito per tutti...) mi ha spinto a riflettere sull'importanza che il culo ha sempre avuto per le masse. Basta limitare lo sguardo - per semplicità - al solo Novecento. Le due dittature più conosciute, quelle che hanno spopolato di più, hanno sempre fatto, infatti, dei richiami più o meno voluti alla parte del corpo che tanto ci piace.
In Italia, durante il periodo fascista, quel grande st...atista di Mussolini - intimorito dalle sigle che facevano tanto straniero e poco italico - pensò bene di battezzare in modo fantasioso alcuni ministeri e/o enti. Quello che più ha lasciato un segno nella mia mente di adolescente represso è il Ministero della Cultura Popolare... MIN.CUL.POP. MIN.CUL.POP. MIN.CUL.POP. Altro che Luttazzi, quel pelato stava troppo avanti!
In Unione Sovietica, Stalin un giorno decise che contadini che non erano ancora incredibilmente poveri, ma solo poveri, fossero nemici del popolo. Tali contadini erano chiamati "Kulaki". Partì, quindi, una campagna di de-kulakizzazione! de-kulakizzazione! de-kulakizzazione!! Che sagoma, quel baffone!
E oggi? Beh, non è difficile... Abbiamo questa cosa che si chiama Lega Nord che non manca di allusioni sessuali (non metto in discussione che lo abbiano duro, ma ho dei sospetti che ce l'abbiano dietro, non avanti...). E, così come le mosche stanno alla merda, se si parla di Lega Nord, come non parlare di Calderoli? 

PS: Calderoli è il secondo dall'alto...
Sssaluti, chiappe d'oro!